 |
Nonostante l’esplosione del digitale abbia “mandato in pensione” certe tipologie di filtri fotografici, in quanto i relativi effetti sono facilmente riproducibili in post-produzione, ne rimangono alcuni che non possono essere replicati digitalmente, tra cui:– Filtro Polarizzatore: grazie ad una particolare proprietà del vetro utilizzato, questo filtro permette di ridurre notevolmente i bagliori riflessi da specchi d’acqua ed altre superfici, come il vetro. Tale caratteristica permette di “recuperare” la trasparenza dell’acqua migliorando notevolmente la visione dei fondali marini, lacustri e molto altro ancora. Inoltre, sempre grazie alla stessa proprietà, consente di ottenere cieli più saturi e contrastati, minimizzando i riflessi causati dal vapore acqueo presente nell’aria.– Filtri Neutral Density (ND): permettono di ridurre la quantità di luce entrante nell’obiettivo in maniera uniforme. Divengono indispensabili quando si vogliono effettuare lunghe esposizioni in ambienti molto luminosi. Infatti, pur impostando la fotocamera sul valore ISO più basso e sul diaframma più chiuso, non sempre si riescono ad ottenere tempi di esposizione sufficientemente lunghi.Utilizzando questi filtri, disponibili in vari livelli di densità (in funzione della quantità di luce che sono in grado di trattenere), è possibile raggiungere i tempi di esposizione desiderati. Un utilizzo tipico di questi filtri è apprezzabile nelle fotografie di cascate, torrenti, ecc., in cui l’acqua, scorrendo, genera una morbida scia bianca (simile alla seta);
– Filtri Graduated Neutral Density (GND): variante dei filtri Neutral Density. L’oscuramento del vetro si presenta graduale e si sviluppa da un’estremità più scura, gradatamente, verso una più chiara. Vengono utilizzati principalmente nella fotografia paesaggistica per “comprimere” la gamma dinamica della ripresa, al fine di oscurare le aree più illuminate. Tali filtri consentono quindi di ottenere fotografie più “bilanciate”; una tipica condizione consiste, ad esempio, in un cielo molto più luminoso rispetto alle restanti aree inquadrate.– Filtri UV: generalmente utilizzati per proteggere la lente dell’obiettivo da sporcizia, gocce d’acqua, graffi e urti accidentali, questi filtri nascono con lo scopo di filtrare i raggi ultravioletti, non visibili ad occhio umano, ma percepibili da pellicole e sensori fotografici. Tali raggi sono maggiormente presenti in alta montagna. Nonostante il loro effetto sia quasi impercettibile, permettono di ottenere cieli leggermente più tersi e immagini più nitide, oltre a ridurre lievemente possibili dominanti azzurre. |